Lunedì, 14 Mag 2007
Un altro post dedicato al mondo del podcasting… dopo quello di Valerio sulla musica podsafe ora tocca a me stuzzicarvi con qualche domandina, principalmente per chiedervi cosa ne pensate a riguardo delle nostre voci e come pensiate vengano udite dalle orecchie degli ascoltatori. Essendo il fenomeno podcasting diffuso abbastanza capillarmente in ogni parte d’Italia assistiamo alla nascita di nuovi progetti da tutte le regioni e ascoltiamo con piacere tutte le tipologie di accento che la nostra amata nazione ci offre.
Questo fatto in primo luogo lo ritengo culturalmente positivo in quanto anche dal semplice parlare vengono trasmessi modi di essere e di vedere la vita (pensiamo ai modi di dire che ci dicono ben più delle parole ma ci rimandano ad una sfumatura del carattere degli abitanti delle varie regioni) ma comunque mi ha fatto sorgere altre domande in testa.
Noi podcaster amatoriali che non abbiamo lontanamente intenzione di diventare speaker professionisti riteniamo che il nostro accento sia un aspetto positivo o un qualcosa da limitare all’interno delle nostre trasmissioni? Pensiamo che il nostro pubblico si affezioni al nostro accento e non sarebbe contento che fosse in qualche modo corretto?
Sarebbe interessante sentire cosa ne pensino sia i podcaster che degli ascoltatori e capire se l’accento sia una delle cose che non permette alle trasmissioni amatoriali di mantenere gli ascolti (sempre a prescindere dai contenuti che in questa sede non vorrei chiamare in causa).
Il mio parere è che un po’ di cura verso il modo di parlare un podcaster dovrebbe comunque averla anche se questo costa fatica, in fondo comunicare vuol anche dire cercare di trasmettere nel modo più chiaro possibile attraverso una voce più “attraente” possibile. Inoltre penso che un accento marcato si senta molto poco all’interno della stessa regione ma fin troppo per chi abita in regioni diverse e a lungo andare “stanchi” e faccia desistere l’ascoltatore dal continuare con la trasmissione.
Avendo fornito materiale per un’altra mezza trasmissione del Dok, colgo l’occasione per organizzare una colletta in modo da poter far acquistare a Valerio il DOP (che io ho comprato la settimana scorsa e mi sto attrezzando) anche se tutti ormai pensiamo sia un caso disperato! (so già che lui mi suggerirà una guida sui congiuntivi…)
Accento su o accento giù? Io la mia l’ho dèèèètta, ora tutti a lezione da Marileda, che potrebbe metter su per noi un podcasting di dizione…
Ma la colpa è dei nostri professori di italiano?? Ciao Vito


Maggio 15th, 2007 at 14:43
Dunque é inspiegabile come gli ascolti del mio podcast aumentino puntata dopo puntata e che ne abbia parecchi affezionati, visto e considerato che ormai, a causa di unn lunga permanenza all’estero, non solo credo di avere un’accento spaventoso ma parlo a fatica l’italiano
Vito…… TAKE IT EASY!!!!!!!!!!!!
Maggio 15th, 2007 at 15:40
Ciao BosforoMicheal,
penso in fondo che sia soggettivo il modo di “sentire” . Per esempio io non trovo la tua conduzione pesante e il tuo modo di parlare non rivela un particolare accento regionale. Forse o ci si affeziona alla parlata (e quindi piace) oppure non ci si affeziona (e si perde l’ascoltatore).
O forse fa “figo” il tuo parlare a fatica l’italiano, con l’idea di qualcuno che vive all’estero; comunque se i contenuti sono interessanti secondo me un podcast “parlato bene” ha più possibiltà di mantenere gli ascoltatori e acquisirne nuovi.
Ovviamente queste sono considerazioni proiettate in un futuro in cui si spera che il mondo del podcasting acquisisca in Italia nuovi e più ampi spazi… e li ci sarà magari da stare un po’ meno tranquilli come mi suggerisci bonariamente…
Staccarsi dal provincialismo potrebbe (in alcuni casi) permetterci di avvicinare persone o realtà che vanno un po’ fuori dalla nostra cerchia dei podcasters…
Poi non ditemi che non vi avevo avvertito…
Maggio 16th, 2007 at 18:38
che bel blog! complimenti!!!
Maggio 17th, 2007 at 21:04
Mah… E’ un guardare “troppo in là” forse…
Maggio 20th, 2007 at 21:50
a me gli accenti non piacciono molto e quando non riesco a nascondere il mio me ne dispiaccio, più di quanto non faccia per la scarsa qualità dell’audio o errori di montaggio. detto questo, se il podcast è interessante, l’accento lo sento i primi 5 secondi e poi mi concentro sul contenuto.
per michele: ma che profumo usi? gli ascolti del mio podcast non so quanti siano ma a giudicare dai commenti direi che sono meno numerosi delle falangi di un dito mozzo..
pazienza…
ciao vito!
p.
Maggio 21st, 2007 at 10:00
@paolo: non é il profumo.. é la birra!
Maggio 22nd, 2007 at 14:19
Adoro viaggiare, confrontarmi con culture diverse e di conseguenza,
adoro i dialetti ed i costumi diversi dai miei. Mi piace acquisire i modi di dire di tutte le “lingue” che caratterizzano la nostra Italia! L’incontro di culture diverse aiuta a crescere e diventare migliori… A mio avviso è il bello del podcast! Ovviamente non estremizzando la cosa ma rimanendo nei limiti del comprensibile.
By Mapo
http://www.pubcastitalia.com
Maggio 28th, 2007 at 09:13
Alberino de Nizza! Siete persona di talento, lavoro piacevole.
Maggio 28th, 2007 at 09:21
Grazie Alberino,
i complimenti fanno sempre piacere, soprattutto in questo momento. Ciao Vito
Settembre 14th, 2007 at 15:02
Secondo me, aldila’ dell’accento il bello sta nelle voci che trasmettono. Trovo molto comunicativo che ognuno mantenga il proprio modo di parlare e la propria voce. Fare podcast significa avere esigenza di comunicare, di dire qualcosa.
A me piacciono molto gli accenti e sentire i vari modi di dire, cio mi fa entrare in contatto con diverse realta’. Trovo che invece sia deleiterio imitare. Per questo non mi piacciono le voci radiofoniche che son tutte impostate, con la stessa linea da seguire.
Il podcast e’ cosi: naturale e personale.
Di conseguenza le voci che lo compongono.
Settembre 15th, 2007 at 01:44
Grazie per il tuo commento Funny, molto interessante. Effettivamente alcune voci radiofoniche si sente proprio che sono impostate e forse lo si sente perchè non sono davvero precise ma si sforzano di esserlo. Chi “gioca” con la voce non annoia mai e rende l’ascolto piacevole al di là della precisione o meno della pronuncia delle parole.
Ciao a presto
Vito